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Novoli: al via la festa di Sant’Antonio Abate attorno ad uno dei più grandi falò rituali tradizionali del mondo

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NOVOLI (LE)

Partita oggi con l’intronizzazione del simulacro del Santo Patrono, con la partecipazione del Comitato Festa Sant’Antonio Abate e delle autorità civili e militari, a Novoli entra nel vivo la festa di Sant’Antonio Abate 2026. Fino al 25 gennaio, unprogramma di appuntamenti civili e religiosi, di approfondimento e intrattenimento, tra devozione e semplice ritualità, costruiti attorno all’evento centrale, cioè l’attesa accensione della grande Fòcara, come sempre prevista nella serata del 16 gennaio, giorno della vigilia della festa.

È uno dei più grandi falò rituali tradizionali del mondo, vero e proprio monumento d’arte e artigianalità contadina, unico per dimensioni – 20 metri di altezza per 20 di diametro – e perché interamente in legno naturale, con oltre 30mila fascine di tralci di vite (sarmenti) abilmente poste una sull’altra. Ogni anno, da oltre trecento, cresce, brucia e svanisce, diventando cenere, simbolo di rigenerazione.

In questi giorni, in piazza Schipa continua incessantemente la costruzione della pira iniziata lo scorso 14 dicembre con la Festa della Vite: un lavoro di squadra che coinvolge il Comitato Festa e i volontari del gruppo “I devoti”.

Così mentre entra nel vivo la rassegna, firmatA quest’anno dal direttore artistico Giacomo Fronzi: filo conduttore proprio il fuoco, che accende processi di rinnovamento e di rigenerazione.

Domani e giovedì, 7 e 8 gennaio, al Teatro Comunale di Novoli, due serate dedicate a San Francesco d’Assisi, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla sua morte.

Domani alle 20 il Concerto-spettacolo La spada e l’incanto. Sulle orme di Francesco d’Assisi, di Fabrizio Saccomanno e Massimo Donno, scritto da Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno, musica e canzoni di Massimo Donno. Produzione “Ura Teatro” e “Art&Lab Lu Mbroia”

Nel cuore di un tempo che sembra aver smarrito la sacralità della natura e la forza della poesia, il progetto riattualizza il messaggio di San Francesco d’Assisi, restituendone la potenza simbolica e civile. Il viaggio prende il via dal Cantico delle Creature, che da oltre otto secoli celebra il creato, e si apre a una riflessione laica sull’equilibrio tra essere umano e mondo. 

In scena, Francesco è uomo e mito, santo e ribelle, poeta e rivoluzionario.

Un atto poetico e politico che invita a custodire ciò che ci circonda e a riconoscerci parte di un unico, fragile mosaico. Le parole di Saccomanno si fondono con le canzoni di Donno, che nel suo quinto lavoro discografico, pubblicato da Squilibri e arrangiato con Riccardo Tesi, si ispira liberamente al Cantico per raccontare l’universo: una realtà sconfinata, in bilico tra luce e oscurità, capace di rovesciarsi nel suo opposto e precipitare nell’inferno degli uomini. Un’esperienza teatrale e musicale che intreccia testo e suoni, visioni e memorie, in un continuo attraversamento tra tempi e linguaggi. 

Un omaggio, una riscoperta, uno sguardo nuovo sull’essenziale.


Giovedì 8 gennaio alle 18 sempre al Teatro comunale sarà la volta del Talk“Laudato si’, mi Signore, per frate Focu”. San Francesco e l’idea di rigenerazionecon gli interventi di padre Michele Carriero (vicario provinciale Frati Minori di Lecce), Antonella Micolani (Università del Salento), Don Giuseppe Spedicato (teologo), Giacomo Fronzi (Università di Bari). Modera Antonio Soleti (giornalista).

Già negli anni in cui era vivo e attivo, era chiaro a molti, dentro e fuori la Santa Romana Chiesa, che quel piccolo uomo, tutto nervi e passione per Dio, portatore di una visione rivoluzionaria (perché reazionaria) del Vangelo e del suo catechismo, inesausto sostenitore della purezza, della semplicità e della povertà, perdutamente e fraternamente innamorato di ogni essere animato e inanimato che popola il creato, quel piccolo uomo, quel «pulcino nero» venuto da Assisi, sarebbe entrato nella storia. Si tratta di San Francesco, del quale nel 2026 si celebreranno, in tutto il mondo, gli 800 anni dalla morte. Unire San Francesco e Sant’Antonio Abate, all’insegna dell’idea di rinascita e di rigenerazione, è l’obiettivo principale di questa tavola rotonda.

La rassegna continua poi il 9 gennaio, con l’appuntamento in programma al Museo del Fuoco alle ore 17.30: la riflessione si sposta sull’identità del territorio con Novoli e la sua storia, incontro che vede protagonisti studiosi e operatori culturali e che si conclude con la proiezione del docufilm Nòule. Racconti di Radici, scritto da Antonio Bacca, prodotto e diretto da Daniele Raho. Il 10 gennaio Le fiamme dell’Autopia Festival, incontro dedicato all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

Ampio spazio è riservato alle arti visive e performative. L’11 gennaio si inaugurano le mostre Rosso Fuoco Rubedo, a cura di Gianni De Serio e Massimo Nardi, e Il legno si risveglia, promossa da Cletus-Rete Cultura Legno d’Ulivo, che trasformano il fuoco e la materia in strumenti di riflessione simbolica e rigenerativa. In serata va in scena Deserti. Il bene nel male, spettacolo ideato e diretto da Rossano Giuppa, con Fabrizio Nigro, Carlo Maria Spinelli, Pietro Monaco, Francesco Del Prete, Dalila Spagnolo e il coro Viri Cantores.

La musica prosegue nei giorni successivi con S’i’ fosse foco. Omaggio a Fabrizio De André del pianista Scipione Sangiovanni (12 gennaio), con A Mimmo. Omaggio a Domenico Modugno, spettacolo di teatro-canzone di e con Pino Ingrosso, con la partecipazione di Gino Cesaria e Daniela Guercia (14 gennaio), e con Musica per la pace (15 gennaio), con Gloria Giurgola, Samuele e Alessandro Cananà e Giacomo Fronzi.

Tra i protagonisti della Fòcara 2026 anche Derrick de Kerckhove: allievo di Marshall McLuhan, è considerato uno dei sociologi più importanti al mondo, padre della cosiddetta “teoria dell’intelligenza connettiva”. Sarà ospite d’eccezione della conferenza del 15 gennaio “Uomini e fuochi” e tra i destinatari del titolo di “Ambasciatore del fuoco”. La sua partecipazione si inserisce pienamente nel percorso di riflessione proposto dalla Fòcara 2026, offrendo uno sguardo di respiro internazionale sui processi di trasformazione culturale e collettiva, in dialogo con i temi del fuoco, della comunità e della rigenerazione.

La festa si scopre anche in bocca, attraverso una serie di appuntamenti legati alla tradizione gastronomica, ai cibi popolari che comunemente si ritrovavano e si ritrovano ancora sulle tavole dei novolesi e non solo. Tra questi certamente gli “gnocculi”, appena inseriti nell’Elenco Regionale dei PAT-Prodotti Agroalimentari Tradizionali, grazie al progetto “QBO – Qualità Biodiversità Origine”, che verrà presentato il 13 gennaio, alle ore 11.30 presso l’ex Mercato coperto.

La Fòcara 2026 si conferma così non solo come una delle più importanti celebrazioni rituali del Sud Italia, ma come un vero laboratorio culturale, in cui artisti, studiosi e comunità contribuiscono a costruire una visione condivisa tra memoria e futuro.

IL CLOU DELLA FESTA: 16, 17, 18 GENNAIO

È nel weekend, da venerdì 16 a domenica 18 gennaio. In queste giornate ancora di più, Novoli vive di un continuum di appuntamenti e riti, da mattina a notte fonda, quasi senza interruzioni.

Il 16, giorno di vigilia, in piazza Tito Schipa ormai il grande monumento di fascine di vite è pronto e si procede con la cosiddetta Bardatura della Fòcara con l’effige di Sant’Antonio Abate e della bandiera, alle ore 10. Da segnalare poi alle 15.30 il rito di benedizione degli animali, presso il sagrato della chiesa di Sant’Antonio Abate, cui segue la processione per le vie cittadine e, al termine, celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Luigi Lezzi, con benedizione del pane di Sant’Antonio, che sarà distribuito durante la festa. Alle 20.30 la grande cerimonia di accensione a cura del Comitato Festa Sant’Antonio Abate, con la partecipazione di Antonio Castrignanò, che con Taranta Sound sarà in concerto poi dalle ore 21, con special guests Don Rico e Puccia. Alle 22.30 la musica continua con The Originals: Africa Unite & The Bluebeaters e a mezzanotte con Zinharua; poi interventi e djset a cura di Cesko. Così mentre il fuoco brucia e la festa è ormai nel suo vivo, davanti alle migliaia di presenze che ogni anno raggiungono il Salento per partecipare a questo ancestrale evento di tradizione.

Saranno i Negrita i super ospiti della serata di sabato 17 gennaio. Accompagneranno il fuoco che continua a bruciare nella monumentale Fòcara in piazza Schipa, dalle 22. Prima di loro, Discographia Clandestina (Carmine Tundo, Lauryyn, Dimaggio, Cristiana Verardo, Wepro, Gaia Rollo, Dave Flux), dalle 21. After show da mezzanotte con Disco Macumba (Blandini, Manu Funk e Chiara Corallo), Maurizio Macrì con Sandro Sax e Gabriele Blandini e poi djset a cura di Cesko.

Domenica 18 è tradizionalmente la Festa dei paesani, cioè dei novolesi che si godevano ancora gli ultimi fuochi della grande Fòcara arrostendoci anche della carne. Oggi è diventata una vera e propria sagra, la Sagra te lu puercu. Dalle ore 20.00 in Piazza Sant’Antonio Abate, a cura dell’ass. “Involo” di Novoli, in collaborazione con l’ass. “Pro Montesardo APS”, organizzatrice della “Sagra de lu porcu Pri Pri”. Anche qui musica con Compagnia popolare salentina e poi Enzo Petrachi & Folk Orchestra.

La produzione dei concerti del 16, 17 e 18 gennaio è stata affidata a Molly Arts Live

A NOVOLI UNO DEI PIÙ GRANDI FALÒ RITUALI TRADIZIONALI DEL MONDO

Novoli ha radici di fuoco. La grandiosa Fòcara dedicata al patrono sant’Antonio Abate è uno dei più grandi falò rituali tradizionali del mondo. Vero e proprio monumento d’arte e artigianalità contadina, unico per dimensioni – 20 metri di altezza per 20 di diametro – e perché interamente in legno naturale, con oltre 30mila fascine di tralci di vite (sarmenti) abilmente poste una sull’altra, ogni anno, da oltre trecento, cresce, brucia e svanisce, diventando cenere, simbolo di rigenerazione. Attorno a questo maestoso fuoco la comunità novolese e salentina aggiorna le proprie memorie e costruzioni del futuro, anche quest’anno con un programma di appuntamenti civili e religiosi, di approfondimento e intrattenimento, tra devozione e semplice ritualità, costruiti attorno all’evento centrale, cioè l’attesa accensione della grande Fòcara, come sempre prevista nella serata del 16 gennaio, giorno della vigilia della festa. Quest’anno sono due novolesi, da decenni attivi nel mondo della produzione artistica sulla scena internazionale, Mirko Piro e Dalila Arnesano, a firmare la cerimonia del fuoco: un’innovativa e spettacolare performance che vedrà, tra gli altri, ospite internazionale la cantante britannica di origine salentina Carly Alison Hopkinson (in arte, Carly Paoli).

Realizzata da Comune di Novoli, Comitato Festa Sant’Antonio Abate e Parrocchia Sant’Antonio Abate, con il patrocinio ed il sostegno del Ministero del Turismo, e con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Puglia Culture e Puglia Promozione, la festa de LA FÒCARA – Radici di fuoco prosegue fino al 25 gennaio, con ospiti come la storica band dei Negrita, la voce salentina nel mondo, Antonio Castrignanò e special guest Don Rico e Puccia: è una lunga rassegna di oltre 40 appuntamenti, tra devozione, ritualità, tradizione, cultura, arte, musica e spettacolo,per raccontare la storia di una comunità che da secoli custodisce, tramanda e fa rivivere in un rito collettivo la grande devozione al santo protettore del fuoco e degli animali.

INFOMOBILITÀ

16 gennaio

Autobus SGM n. S15 tratta Lecce-Novoli (dalle ore 18.30 alle ore 01.00 del giorno successivo, frequenza ogni 30’, partenza Foro Boario)

FSE: 

trasporto ferroviario straordinario Novoli-Lecce A/R (dalle ore 14.00 alle ore 01.00 del giorno successivo)

bus aggiuntivi tratta Guagnano-Novoli (dalle ore 19.00 alle ore 23.30)


Dettagli sul sito lafocara.it

Social: Instagram @la_focara_official / facebook.com/lafocara / tiktok.com/@la_focara_official

Info: Info Point di Novoli 3282332644
UFFICIO STAMPA: Azzurra De Razza – Antonio Soleti